I 5 punti chiave di una campagna elettorale permanente

campagna elettorale“Campagna Elettorale” è il termine con cui si va ad indicare quel periodo di tempo in cui partiti, liste e candidati fanno propaganda politica per aumentare voti e consenso, con l’obiettivo di vincere le elezioni.

L’errore più grande che si possa fare (e che commette il 97% dei politici) è quello di sottovalutare il fattore tempo, ovvero iniziare a fare campagna elettorale solo pochi mesi prima del voto.

In realtà la campagna elettorale dovrebbe essere “permanente” : 365 giorni all’anno.

Per questo motivo non si può più parlare solo di campagna elettorale, ma di una strategia più ampia di cui essa fa parte.

Nel nostro sistema integrato per vincere le elezioni la campagna elettorale è una delle tre fasi di questa strategia, per la precisione è la fase due, ovvero quella in cui si entra nel vivo della competizione.

In questo periodo si concentrano spesso (sbagliando) tutte le risorse umane ed economiche a disposizione.

Non è una novità sentire i team di supporto e i volontari che si lamentano perché arrivano spompati per la volata finale e non ne hanno più.

Vale lo stesso per i soldi : se pensi che tenerne la maggior parte per gli ultimi giorni e per assestare il colpo finale vincente sia la cosa migliore, allora ti sbagli di grosso.

Ad esempio : Obama, durante corsa alle presidenziali americane contro Romney, ha usato una bella fetta del suo budget in un momento ben preciso della campagna elettorale e ben prima del voto (quando gli eventi e la situazione lo richiedevano), e questo gli ha consentito di staccare l’avversario e rendere difficile il recupero al fotofinish. 

Se dopo aver letto questo pensi ancora che il fattore tempo non sia fondamentale, allora non ha senso che tu legga il resto dell’articolo.

Ma se, invece, hai recepito bene il messagio, allora continua leggere perché sto per dirti alcune cose interessanti che possono esserti utili da subito.

La “Campagna Elettorale permanente” in 5 punti

Attenzione! Alcune cose che sto per dirti ti sembreranno controintuitive a primo impatto, quindi ti invito a rileggere più volte i contenuti ed a ragionarci su se dovesse essere necessario.

Pronto? Partiamo…

#1 Fattore tempo

Devi partire come minimo (ribadisco, come minimo) 1 anno prima del giorno delle elezioni, che è il minimo sindacale.

Se non sai ancora esattamente la data esatta non importa, grosso modo dovresti riuscire a sapere il periodo (mese più, mese meno).

L’ideale sarebbe partire (o ripartire) dal giorno dopo le elezioni.

5 anni ti sembrano tanti?

In realtà passano in fretta, ma ti permettono comunque di pianificare con la massima precisione tutti i dettagli della campagna elettorale permanente.

Considerando che i primi passi da fare riguardano :

Considerando che per avere una posizione dominante e prevalente nella mente dell’elettore riguardo certi temi ci vogliono :

  • tempo
  • ripetizione
  • penetrazione

ecco che questo fattore diventa fondamentale.

Se non vuoi sottostare a questa “legge”, allora sappi che i problemi e le difficoltà che incontrerai lungo il tuo cammino saranno inversamente proporzionali al tempo che manca al giorno del voto.

#2 Blog/Sito Internet/Minisito

Ogni stato ha almeno un aeroporto hub sul quale una compagnia aerea concentra i collegamenti da e verso determinate località.  Spesso in questo hub partono ed arrivano i voli internazionali e sono presenti le tratte più importanti.

Se vuoi andare in Brasile, ad esempio, puoi partire solo da Roma o Milano. E lì ci arrivi o con mezzo proprio o con il treno o con un altro volo low-cost.

Anche a te serve un hub, un punto dove convogliare tutti i tuoi elettori alla ricerca di informazioni su di te, sulle tue idee, sulle tue attività.

I tuoi voli low-cost sono, invece, tutti quei mezzi e strumenti che aiutano gli elettori ad arrivare al tuo hub.

Il tuo hub è il tuo blog.

Ecco che i Social Media (Facebook, Twitter, Instagram, etc…) sono solo dei mezzi (importanti) che hanno il fine di portare le persone dentro il tuo blog.

Lo stesso vale per la SEO, per il traffico a pagamento, per i banner che piazzi su altri siti, e via dicendo.

Se non sai la differenza tra blog (quello che devi fare) e sito internet, allora ti basti sapere che :

  • Il Sito Web è uno strumento unidirezionale, ovvero tu inserisci i contenuti e l’utente legge. Fine.
  • Il Blog è uno strumento bidirezionale, dove anche gli utenti trovano il loro spazio e possono interagire con te, instaurando così una sorta di dialogo

Gli elettori vogliono essere aggiornati continuamente, avere contenuti freschi su cui dibattere, ecco perché il tradizionale sito web vetrina non va bene.

Ogni partito e ogni candidato dovrebbe avere un blog.

Attenzione : il blog come te l’hanno fatto vedere nel film “The Social Network”, quando il giovane Mark Zuckerberg non aveva ancora creato Facebook e scriveva in sequenza i suoi “pensieri”, è ben diverso dall’evoluzione che ha avuto nel corso degli anni successivi.

Oggi “blog” è un termine ormai riduttivo per definire quella che è diventata una vera e propria piattaforma web complessa, che devi usare per guadagnare e far crescere il tuo consenso.

A ogni blog che si rispetti devi associare una newsletter. Una persona che clicca sul link del tuo articolo su Facebook e poi arriva sul tuo blog, dopo aver letto il contenuto che gli interessa, se non hai predisposto un sistema di acquisizione elettori, se ne va e (difficilmente) potrai rimanerci in contatto. Questo perché non basta una semplice visita ad una pagina o un articolo del tuo blog per fidelizzare un elettore, soprattutto se è la prima volta che sente parlare di te.

Il blog non è importante solo in campagna elettorale, ma lo è 365 giorni l’anno (la famosa campagna elettorale permanente).

Cosa fanno invece la maggior parte dei candidati? Aprono un blog pochi mesi, poche settimane o, addirittura, pochi giorni prima del voto.

E cosa accade? Che non va come speravano (qualche “guru” gli aveva detto che bastava aprirlo ed i voti sarebbero schizzati…non si sa dove però) e quindi la loro conclusione è che non funziona.

Certo, non è tutta colpa del candidato, non essendo un esperto di marketing politico. Ma è sua responsabilità scegliere i collaboratori ed i consulenti migliori, non sulla base di amicizie e parentele.

#3 Social Media

Siamo arrivati al punto che fa delirare di più.

Oggi tutti vanno matti per i social media, si innamorano delle campagne fatte da altri e le vogliono copiare.

Quello che non capiscono, però, è che l’uso dei social media (in Italia quelli che funzionano si contano sulle dita di una mano monca) fine a se stesso porta più danni che benefici, perché non si fa altro che amplificare gli inevitabili errori commessi a causa di una mancata strategia a monte.

Lo ripeto, i Social Media sono solo un mezzo, uno strumento.

Se alla base non c’è niente, amplificheranno il tuo niente, e saranno dolori.

Detto questo, se hai fatto le cose fatte bene PRIMA, allora l’uso di Facebook, Twitter (in certi casi) e Instagram non potrà che esserti utile. Anzi, farà tutta la differenza del mondo nel comunicare il tuo messaggio in un “mercato”, come quello politico, dove i tuoi avversari sembrano tutti uguali.

Se non l’hai ancora capito, gli unici social che funzionano in Italia sono i tre citati sopra. Facebook in testa, Twitter a seguire (ma solo se sei a certi livelli) e poi Instagram per l’uso esclusivo dell foto e per dare un tocco personale alla tua campagna elettorale.

Ognuno di questi social è diverso. Non puoi comunicare allo stesso modo su tutti e tre.

Se dovessi sceglierne uno solo su cui concentrarsi, allora sicuramente Facebook.

#4 Propaganda cartacea

La carta è morta“.

Una beata minchia“, risponderebbe Cetto La Qualunque.

E anch’io risponderei così, magari con termini veneti.

Molti candidati storcono il naso quando si tratta di destinare soldi per fare propaganda su carta (manifesti e volantini politici in primis).

In parte hanno ragione (e comunque vale anche per il web), perché manifesti e volantini vengono usati negli ultimi giorni della campagna elettorale e si trovano a :

  • dover competere col materiale di molti avversari;
  • dover attirare l’attenzione cittadini esasperati dall’intasamento della cassetta delle lettere;
  • dover emergere in mezzo ad una selva di manifesti più o meno uguale, a parte la grafica.

Non sto dicendo che durante gli ultimi giorni non si debba fare campagna elettorale con materiale cartaceo, anzi, ma che (ritornando al punto 1) è importante sfruttare i periodi di “calma” per veicolare il proprio messaggio. In quasi assenza di concorrenza. Ecco che, arrivati ai giorni prima del voto, gli elettori avranno in testa il tuo messaggio (se hai un corretto target, un forte posizionamento politico, una P.U.V. che funziona, etc…) e la propaganda degli avversari avrà un effetto ridotto.

#5 Ripeti dal punto 2

Non devi rifare proprio tutto da zero, tranquillo, una volta impostato il tutto inizialmente non lo devi fare più, ma ti devi preoccupare di garantire una gestione continuativa e qualitativa (e qui viene il bello ed il difficile).

Qui, invece, voglio sottolineare come il seguire fedelmente e in modo continuativo i punti precedenti ti possa portare a ottenere dei risultati prima insperati. Non dall’oggi al domani, non parliamo di giorni, ma di mesi. “Roma non fu fatta in un giorno“.

La campagna elettorale permanente è una scienza, non un’accozzaglia di slogan o l’uso banale di strumenti da parte del primo che capita. Ecco perché servono gli scienziati che hanno già trovato la formula giusta da applicare anche al tuo caso.

8 thoughts on “I 5 punti chiave di una campagna elettorale permanente”

  1. Ciao Matteo! Io sarò candidato al Consiglio comunale in una città, ho cercato quindi in tutti i modi farmi conoscere per mesi, di pubblicizzare me stesso. Il problema è che 3 giorni fa mi hanno comunicato che sarò inserito in una lista diversa rispetto a quella stabilita in precedenza. Ora devo modificare chiaramente molte cose della mia campagna, rischiando di perdere – inutile negarlo – molti voti. Ti dirò di più.
    Mi è stato detto che fin quando non si arriva all’11 maggio e vanno chiuse le liste possono effettuare ancora degli spostamenti.
    Mi chiedo: com’è possibile fare campagna elettorale in modo serio in queste condizioni?

    Grazie

    • Ciao Daniele. Sono cose che capitano spesso in prossimità della presentazione delle liste. E’ chiaro che per chi subisce questi continui spostamenti e vive sempre in bilico non è piacevole. Adesso ti dirò una cosa che forse non ti piacerà, ma voglio essere sincero : il problema sei tu (e gli altri che subiscono gli spostamenti) perché non sei riuscito a renderti talmente indispensabile da considerarti inamovibile. Ora, io non conosco la tua situazione e il contesto in cui si tengono le elezioni, ma presumo che ti abbiano spostato in una lista sulla carta più debole per far spazio a un nome più “pesante” in quella dove ti trovavi prima. Capita tra liste civiche e anche tra liste civiche e partiti, se strettamente collegati. Per rispondere alla tua domanda : non è possibile e non è serio, sono d’accordo con te. Sappi che capiterà sempre, l’importante è creare le condizioni per non far parte di questa simil roulette russa. Dico roulette russa perché, a volte, qualche malcapitato alla fine dei giochi viene fatto fuori da qualsiasi lista e va a finire in “tribuna”.

      • Ciao! È andata un po’ diversamente. Dovevo far parte di una lista che all’ultimo si è deciso di non presentare data la creazione di altre liste dopo vari accordi con tizio, Caio. La lista in cui mi hanno inserito è buona, resta il problema di dover correre a 10000 all’ora e capire come modificare alcune strategie. Grazie

  2. Buon giorno il prossimo anno nel mio paese ci saranno le amministrative ed io sarò tra i candidati in consiglio comunale ed io stò preparando il terreno già adesso trascrivendomi i contatti delle persone che conosco, residenti nel mio paese, andandoli già avvisandoli ,che quando sarà, passerò a trovarli con il rituale “Santino”😁.. Tutto ciò secondo voi è prematuro?

    • Ciao Stefano. Non è prematuro, va benissimo iniziare con largo anticipo. Sull’utilità del santino, non mi aspetterei una differenza fondamentale tra l’averlo o meno: zero danni, 0,1 vantaggi.

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